Quando ti innamorerai dell’ Amore che hai in te, tutti ti ameranno e tu ti innamorerai di tutti.Questa divina storia d’ Amore non ha mai fine. È questo l’ Amore a cui tutti i cuori anelano e che tuttavia credono di riuscire a trovare fuori di sé, nelle cose del mondo. Paramahansa Yogananda
martedì 22 dicembre 2015
La vostra chiave per una vita migliore
La più importante scoperta psicologica di questo ultimo secolo è quella dell'immagine dell''io'.
Anche se non ce ne rendiamo conto, ognuno di noi porta con sè una sorta di fotografia o ritratto mentale di se stesso, che può risultare vago e mal definito al nostro sguardo cosciente, e in effetti può non essere riconoscibile consciamente.
Ma è li, completo sin nei più minuti dettagli. Questa immagine dell'io è il concetto che noi stessi ce ne facciamo, è il 'che genere di persona sono', è il risultato di ciò che crediamo di noi stessi.
La maggior parte di queste immagini sorge inconsciamente dalle nostre passate esperienze, dai successi e dai fallimenti dalle umiliazioni e dai trionfi, dal modo in cui gli altri hanno reagito nei nostri confronti, specialmente nella prima infanzia.
Da tutto ciò che noi costruiamo mentalmente un 'io' (o l'immagine di un io), e una volta che un'idea o un concetto su noi stessi si inseriscono in questa immagine, essi diventano veri, per quel che ci riguarda personalmente.
Non mettiamo in dubbio la loro validità, ma continuiamo ad agire basandoci su di essi come se fossero veri. L'immagine dell'io è una chiave d'oro per vivere una vita migliore grazie a due importanti scoperte:
1) Le vostre azioni, i vostri sentimenti, il vostro comportamento e anche le vostre capacià derivano da tale immagine.
In poche parole, voi 'agite come' il genere di persona che credete di essere. Non solo, ma non potete assolutamente agire altrimenti, non ostante i vostri sforzi coscienti e il vostro potere di volontà.
L'individuo che vede se stesso come un 'tipo destiano a fallire' in un modo o in un altro fallisce, a dispetto delle sue buone intenzioni e della sua volontà, anche se si trova a portata di mano una buona occasione.
Colui che si considera vittima della ingiustizia, un individuo 'nato per soffrire', troverà invariabilmente qualsiasi pretesto per convalidare le sue opinioni.
L'immagine dell'io è una 'premessa', una base, un fondamento su cui viene costruita la vostra personalità. Il vostro comportamento e anche le circostanze della vita.
A causa di ciò, le nostre esperienze sembrano provare, e quindi rafforzare, le nostre immagini dell'io, e a seconda dei casi si crea un cerchio vizioso o un ciclo favorevole.
Ad esempio, uno scolaro che si vee come un 'tipo da quattro', o un altro completamente 'ottuso in matematica', troverà invariabilmente che le sue pagelle lo confermano tale, ed egli ne ha cosi una 'prova'.
Una ragazza che si considera come il tipo di persona che non piace a nessuno, vedrà che al ballo della scuola nessuno l'invita.
Ella in effetti allontana. Il suo atteggiamento di auto-compassione, la sua aria di cane bastonato, l'esagerata ansia di piacere, o forse la sua inconscia ostilità verso coloro che essa crede le arrecheranno offesa, tutto contribuisce ad allontanare le persone che potrebbero essere attratte.
Allo stesso modo un commerciante o un uomo d'affari troveranno che le loro esperienze pratiche tendono a 'provare' che l'immagine del loro io è esatta.
A causa di questa 'prova' oggettiva, raramente un individuo penserà che i suoi problemi hanno origine dall'immagine che eglii ha del proprio io o della valutazione che egli fa di se stesso.
Dite ad uno studente che egli 'crede' soltanto di non capire l'algebra e la pagella ripete sempre la stessa storia. Dite al commerciante che è solo un'idea che egli non possa guadagnare più di una data somma ed egli vi proverà che avete torto registri alla mano.
Sa bene con quanta forza ha tentato, e ha fallito. Tuttavia , come nel rendimento di studenti, nella capacità di guadagno di commercianti, una volta portati al punto di cambiare la loro immagine dell'io.
2) Si può cambiare l'immagine dell'io, a numerosi casi hanno dimostrato che non si è troppo vecchi ne troppo giovani per farlo, iniziando di conseguenza a vivere una nuova vita.
Una delle ragione per cui è sempre sembrato difficile ad un individuo mutare abitudini, personalità e modo di vivere, consiste nel fatto che fino a quel momento quasi ogni sforzo di cambiamento è stato diretto, per cosi dire, alla circonferenza piuttosto che al centro dell'io.
Gesù ci disse che è follia applicare toppe di stoffa nuova su indumenti vecchi o mettere vino nuovo in bottiglie vecchie. Il 'pensiero concreto' non può essere usato, con risultati positivi, come toppa per ricoprire la stessa vecchia immagine dell'io.
In effetti è letteralmente impossibile pensare realmente in maniera concreata circa una particolare situazione, fino a quando si ha un concetto negativo dell'io.
Numerosi esperimenti hanno dimostrato che una volta cambiato il concetto dell'io, tutte le cose da esso dipendenti vengono compiute facilmente e senza sforzo.
Uno dei primi e più convincenti esperimenti in questo campo fu condotto dal defunto Prescott Lecky, uno dei pionieri nella psicologia dell'immagine dell'io.
Lecky concepiva la personalità come un 'sistema di idee' ognuna delle quali deve sembrare collegata alle altre. le idee estranee al sistema vengono respinte, 'non credute' e non considerate come base d'azione; le idee che sembrano far parte del sistema sono accettate.
Proprio al centro di questo sistema di idee, il punto chiave, la base su cui si costruisce tutto il resto, vi è l'idea, l'immagine o la concezione dell'io dell'individuo. Lechy era un insegnante ed ebbe l'opportunità di sperimentare le sue teorie su migliaia di studenti.
Uno studente che su cento parole ne sbagliava cinquantacinque, e che perse un anno di scuola perchè era scarissimo in molte materie, ottenne l'anno seguente una media di novantuno e divenne uno dei migliori in otografia.
Un ragazzo che fu mandato via da una università perchè di scarso rendimento, si iscrisse alla Columbia University ed ottenne medie altissime.
Una ragazza che aveva fatto fiasco in latino per quattro volte, dopo aver parlato per tre volte con il ''counselor' della scuola arrivò a ottenere ottanquattro.
Un ragazzo a cui la commissione d'esame aveva detto che non aveva attitudine per l'inglese, ebbe l'anno dopo una menzione onorevole per un premio letterario.
Il problema di questi studenti non consisteva nella mancanza di intelligenza o di attitudine allo studio ma nella loro errata opionione di se stessi. (Non ho una mente matematica, sono naturalmente negato per lo scrivere). Essi 'si identificavano0 con i loro errori e i loro insuccessi. Invece di dire : 'Ho sbagliato questa prova' (chiaro e tondo), conculedavano : 'Sono un fallimento'; invece di dire :'Ho fatto fiasco in questa materia', si definivano: 'un fiasco completo'.
Lecky ha usato lo stesso metodo per togliere agli studenti il vizio di mangiarsi le unghie e di balbettare.
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